L’internazionalizzazione del settore vitivinicolo richiede oggi un approccio sempre più consapevole e strutturato. Accanto agli aspetti commerciali e logistici, l’esportazione dei vini comporta il rispetto di un articolato quadro normativo che varia in funzione del Paese di destinazione.
Quando un produttore avvia una procedura di esportazione e invia un campione per un controllo ufficiale, è fondamentale che il vino sia conforme sia alla normativa italiana ed europea sia ai limiti previsti dal Paese importatore. Il controllo analitico, in questo contesto, non rappresenta un mero adempimento burocratico, ma uno strumento di tutela per il produttore stesso.
Un aspetto da non sottovalutare, per esempio, riguarda il Titolo Alcolometrico Volumico. La normativa prevede una tolleranza tra il valore indicato in etichetta e quello analitico pari a ±0,5% vol. per i vini fermi, che sale a ±0,8% vol. per spumanti e frizzanti. A questa tolleranza di etichettatura si aggiunge la tolleranza analitica di circa ±0,16 % in volume, definita dalle normative europee e internazionali dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. Nei mercati extraeuropei emergono, poi, ulteriori criticità. In Brasile, ad esempio, sono previsti limiti specifici per alcuni Anioni inorganici, in particolare Cloruri e Solfati. La concentrazione di questi ultimi, nei vini con un lungo periodo di affinamento, può aumentare nel tempo e superare i valori massimi ammessi dalla normativa brasiliana, rendendo il prodotto non conforme al momento del controllo ufficiale.
Altri Paesi, come il Giappone, pongono particolare attenzione alla presenza di additivi e conservanti. L’Acido Sorbico, qualora utilizzato, deve rispettare limiti ben definiti, che rendono indispensabile un controllo analitico mirato prima dell’avvio delle pratiche di esportazione.
Per questo motivo, i controlli preventivi assumono un ruolo strategico. Verificare in anticipo la conformità del vino rispetto ai requisiti del Paese di destinazione consente di evitare sospensioni delle procedure ufficiali, rallentamenti nei tempi di esportazione e interventi correttivi tardivi.
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